Io e Biograffiti

Dopo gli studi umanistici presso l’università di Torino e gli anni di lavoro nel settore IT a Glasgow, alla fine del 2019 ho deciso di intraprendere la carriera di illustratrice e concentrarmi su un progetto artistico che da tempo si presentava cercando una sua forma. Biograffiti, biografie disegnate: una serie di commissioni individuali basate sugli elementi forniti da ogni committente, completamente personali e uniche ma allo stesso tempo legate alle altre opere della serie da alcuni elementi ricorrenti.

Siamo tutti individui interconnessi, mi piace promuovere con la mia arte questa interpretazione non solo metafisica ma anche quantistica nella sua verità. Ognuno di noi è una storia, ognuna di queste storie accanto alle altre popola il mondo. Come vogliamo che sia raccontata la nostra storia? Quali elementi scegliamo per delineare le nostre identità e presentarci agli altri?

Una parte importante per dare significato alle nostre esistenze è data dal modo in cui ce le raccontiamo: la realtà è una storia non solo perché siamo noi, in parte, a scriverla, ma soprattutto perché siamo noi a decidere come leggerla.

Anche i Biograffiti si leggono, ma senza le regole della parola scritta, che per acquisire senso ha bisogno di essere assunta in ordine cronologico: le immagini sono parole libere, è l’osservatore a scegliere come leggerle e quale filo narrativo seguire. Sono molteplici i racconti racchiusi in ogni quadro e infinite le riletture, possibili ogni volta che ci si ferma a guardare la composizione appesa al muro.

Sono cresciuta in una famiglia con due genitori sordi: il modo in cui la lingua dei segni disegna i concetti con le mani non è dissimile dal modo in cui rappresento il mondo con i miei disegni, dove il significato si vede e si intuisce. Le immagini sono un veicolo più immediato delle parole: in questo risiede il potere narrativo ed evocativo dei Biograffiti.

Il mio personale Biograffiti è questo: ci sono i libri, la musica, la natura, il viaggio, due dita che si toccano e fanno iniziare un amore, Graceland di Paul Simon, un mare surreale che si fa cielo, il Cosmo, Glasgow e Torino alla finestra, le rondini, la meraviglia che non pensavi negli angoli, le cose che si trasformano in altre, una barca come sogno di un giorno, il caffè, il rossetto e l’arte, la birra su un’isola tropicale, la magia e la follia del mondo che fa ridere gli sguardi.

Questo per me è lo scopo dell’arte e quello che mi prefiggo con Biograffiti: far sentire come vero che il regno dei cieli è dentro di noi.

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